Pallacanestro Bernareggio 99 desidera esprimere le più sentite congratulazioni a Paolo Galbiati, già head coach della Vanoli Cremona, per la recente nomina ad assistente allenatore della nazionale italiana di Pallacanestro maschile.

Essendo stato per quasi dieci anni un membro della famiglia reds lo abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare le sue emozioni.

 

Coach prima di tutto vorremmo porgerle le congratulazioni per sua recente nomina a nome di tutta la Pallacanestro Bernareggio 99.

“Grazie davvero di cuore, in questo momento mi sento addosso un mix di emozioni molto forti. Sono felice e mi sento strano allo stesso tempo: diciamo la stessa sensazione di un bambino quando gli danno un bel regalo”.

 

Qual è il segreto per arrivare ad un traguardo simile?

“Il mio è stato un percorso diciamo atipico, sono arrivato dove sono ora lavorando sodo, confrontandomi e facendo cose buone ma anche meno. Ho cercato d’imparare ascoltando, litigando anche a volte sia con i miei maestri che con i miei capi provando a dire la mia sempre”.

 

Un percorso lungo nato proprio nella palestra di Via Petrarca a Bernareggio

“A Bernareggio ho iniziato perché il papà di Raffaele Cogliati mi ha per primo fatto  sedere in panchina e dandomi la possibilità di innamorarmi. E’ stato un vero punto di partenza perché ho iniziato dai bambini e man mano il patron Max Bardotti mi ha fatto crescere, dandomi gruppi sempre più importanti dal minibasket all’U20 e spingendomi poi ad andare all’Olimpia Milano per continuare il mio percorso”

 

Che ricordi ha dei reds?

“Sono stati anni molto belli, importanti per la mia formazione con persone meravigliose che mi hanno aiutato moltissimo nel mio percorso di crescita”.

 

Quanto è stato importante partire dall’allenare i bambini?

“E’ stato fondamentale per me perché da lì ho avuto l’occasione per innamorarmi per davvero del basket. Facendo sempre un passo in più, dall’U13 fino all’Eccellenza, ho fatto un percorso che mi ha insegnato tutto, un po’ come un ladro ho cercato di rubare tutti i segreti, nel bene e nel male, facendo errori e cose giuste nel mio percorso per riuscire a formarmi al meglio come allenatore”

 

Quindi ora quale diventa il prossimo obiettivo?

“Continua ad essere ogni giorno quello di divertirmi perché noi facciamo sport, che è fatto di vittorie e di sconfitte che fanno male. L’obiettivo è sempre quello di diventare ogni giorno la versione migliore di noi stessi per vivere bene, star bene e di riflesso anche le persone che stanno attorno a noi”.

 

Ufficio Stampa

Niccolò Arenella